Come riconoscere i sintomi allergici da quelli del Coronavirus

Con l’arrivo della primavera e la fioritura delle piante, la dispersione di polline nell’aria è una conseguenza inevitabile. Questo fenomeno naturale provoca in molti soggetti (in italia circa 10 milioni di persone) i sintomi della cosiddetta “allergia stagionale”. In pieno periodo Coronavirus, sintomi simil-influenzali possono però creare paura e preoccupazione, in quanto la sintomatologia tra Covid-19 e allergia può talvolta essere simile.

Niente allarmismi, però: il modo per distinguerli c’è.

Se è vero che alcuni sintomi accomunano le due patologie, possiamo dire che altri si manifestano solo in uno dei due casi. Campanello d’allarme importante per sospettare un contagio da Covid-19, la febbre è sintomo di un’infezione ed è dunque assente in caso di allergia. Sul fronte allergico, invece, possiamo citare il naso gocciolante o la lacrimazione degli occhi, sintomi principali dell’allergia da polline e solitamente assenti nel caso di infezione da Covid-19 (sono poco frequenti i casi di congiuntivite), .

Ma quali sono i sintomi più frequenti delle due condizioni?

Tra i classici segnali che si manifestano per via del contagio da Coronavirus troviamo febbre, tosse secca, stanchezza e respiro corto mentre, chi è stato colpito da allergia ai pollini, presenta solitamente lacrimazione agli occhi, naso gocciolante, starnuti, prurito al naso e agli occhi e la consapevolezza della stagionalità dei sintomi da parte del paziente. Come precisa l’Istituto Superiore della Sanità, quando si è esposti ed allergici al polline, l’organismo produce anticorpi specifici chiamati immunoglobuline E (o IgE) le quali, legandosi alle cellule presenti nelle mucose e nei tessuti del sistema respiratorio, rilasciano sostanze irritanti (istamine) che – a loro volta – infiammano i tessuti delle mucose.

Va però considerato che il sintomo della congiuntivite potrebbe manifestarsi anche in caso di Coronavirus, anche se parliamo di una percentuale cha va dal 1 al 3% dei contagiati. Lo stesso discorso si può fare per la tosse, probabile sintomo in alcuni soggetti allergici.

In questi casi il consiglio degli esperti è quello di monitorare gli effetti di una cura contro l’allergia a base di antistaminici e corticosteroidi inalatori. Se dopo 3-4 giorni questa terapia  dovesse risultare inefficace, è doveroso contattare subito il medico curante.

Tuttavia è bene ricordare che esiste un numero importante di soggetti portatori di Covid-19 completamente asintomatici. Tutte le persone con un’allergia (anche sospetta) in corso sono dunque tenute ad applicare le norme di sicurezza vigenti per evitare il contagio e la diffusione del virus. E a difendersi sempre con la mascherina, che è peraltro obbligatoria e che può aiutare anche contro il polline.