Cosa sono i diverticoli e come vengono trattati
Diffusa soprattutto nei Paesi industrializzati, la diverticolosi è una patologia che colpisce il colon. Chi ne soffre, vede formarsi lungo le pareti dell’intestino dei piccoli sacchi per predisposizione genetica ma anche (e soprattutto) per via di una scorretta alimentazione. Questi sacchi, chiamati diverticoli, possono infiammarsi. E originare così una sintomatologia anche piuttosto seria: la diverticolite.
Presso il Centro Salute Colleoni è possibile prenotare una prima visita di Chirurgia dell’apparato digerente col dottor Enrico Clerici. All’ambulatorio di Chirurgia dell’apparato digerente ci si rivolge in genere in caso di sanguinamenti, secrezioni, prurito, dolore e tumefazioni riguardanti la zona interna o esterna dell’ano. Tale branca della medicina si occupa infatti del trattamento chirurgico del canale alimentare (esofago, stomaco e duodeno, intestino tenue, colon e retto) e dell’apparato ghiandolare epato-bilio-pancreatico.
Diverticoli infiammati, i sintomi
I diverticoli sono presenti nel 40% della persone tra i 40 e i 55 anni, e nel 70-80% di chi ha tra i 70 e gli 80 anni. Tuttavia, solamente il 20% ne avverte i sintomi e solamente il 10-15% sviluppa diverticolite.
I sintomi della diverticolite possono presentarsi in modo anche molto severo, tanto che chi li avverte pensa di avere un attacco di appendicite. Il dolore è però localizzato nella parte bassa dell’addome, a sinistra. E, sebbene talvolta sia ingravescente, nella maggior parte dei casi si presenta acuto e forte fin da subito.
Altri sintomi tipici dei diverticoli infiammati sono:
- meteorismo, flatulenza
- alternanza tra diarrea e stitichezza
- crampi addominali
- febbre
- sanguinamento gastrointestinale (presente nel 3-5% dei casi)
La più grave conseguenza della diverticolite è la peritonite. Se i diverticoli si rompono, rilasciano all’interno dell’addome scorie intestinali e scatenano dunque un’infezione ai tessuti che circondano il colon.
I trattamenti
Il trattamento dei diverticoli asintomatici, scoperti in genere durante altri controlli, consiste sostanzialmente in un cambiamento delle abitudini di vita. Fondamentale è l’assunzione di una quantità ottimale di fibre, che irrobustiscono le pareti dell’intestino e regolano la consistenza delle feci. Le “migliori” sono le fibre insolubili contenute nei cereali integrali e in alcune verdure. Capaci di prevenire l’infiammazione dei diverticoli, quando questi sono già infiammati potrebbero causare invece qualche problema.
Ecco dunque che, alla diagnosi di diverticoli asintomatici, è consigliabile:
- assumere molte fibre e molti liquidi
- evitare l’uso di lassativi
- fare regolare attività fisica (cyclette, jogging)
Se i diverticoli si infiammano, invece, è necessario:
- evitare cibi piccanti, spezie, tè, caffè, bevande gassate, cioccolato, alcol
- eliminare il latte
- non consumare cereali integrali, legumi, semi oleosi e tutti gli alimenti meteorizzanti
- non consumare verdure
- sbucciare la frutta prima di mangiarla
In caso di diverticolite, il paziente potrebbe dover essere ospedalizzato. Qualora la sintomatologia non sia così grave, può bastare invece una terapia farmacologica a base di antibiotici e antidolorifici. Se poi tale trattamento non dovesse produrre risultati, è possibile intervenire chirurgicamente con l’escissione della zona dell’intestino affetta da diverticoli.