Perché andare dallo psicologo è importante

Sfatiamo un mito: dallo psicologo non ci vanno i “matti”. E neppure i “deboli”.

A tutti capita, nel corso della vita, di vivere momenti particolari. Di provare ansia, di vivere esperienze stressanti come la perdita del lavoro, un lutto, la fine di una relazione che si credeva potesse durare per sempre. Ed è proprio in quei momenti, che l’aiuto di un professionista può essere importante. Del resto, se si va dal medico per il mal di schiena perché non si dovrebbe andare dallo psicologo quando a far male è la propria anima?

Andare dallo psicologo aiuta a far chiarezza nei propri pensieri, a riordinare la vita, a ridimensionare i problemi così da poterli affrontare. Un passo alla volta.

Perché andare dallo psicologo

Sono tante le fasi della vita in cui andare dallo psicologo può rivelarsi utile.

Quando rivolgersi ad uno specialista?

  • quando si vive un momento difficile o di cambiamento nella propria vita
  • quando si ha difficoltà a gestire le proprie emozioni e ci si sente sempre tristi o arrabbiati
  • quando si vive un momento particolarmente stressante e si è sempre tesi
  • quando non si ha voglia di intraprendere le attività quotidiane
  • quando si desidera diventare più consapevoli rispetto a propri meccanismi di funzionamento, ai propri pensieri, alle proprie reazioni
  • quando si vuole cambiare un aspetto di sé che non non piace, che fa soffrire, che non viene accettato dagli altri
  • quando si vuole fare qualcosa per se stessi

Come si svolge un colloquio con lo psicologo

Non esiste una seduta standard: ogni colloquio con lo psicologo è a sé, a seconda del professionista e della problematica che il paziente lamenta. In genere si comincia col racconto del proprio sintomo/problema, si identificano le risorse per farvi fronte e si sperimentano strumenti e tecniche utili.

Lo specialista consentirà al paziente di parlare liberamente di sé, così da ragionare insieme sulle eventuali criticità e da stabilire gli obiettivi, individuando gli ostacoli da superare per tornare a stare bene.

Il primo colloquio è di tipo conoscitivo, e serve al paziente per conoscere lo psicologo. Trovarsi bene fin da subito è fondamentale, per instaurare un rapporto di fiducia e per poter intraprendere un percorso che conduca effettivamente ad un risultato. Tutto si basa sulla comunicazione verbale e sulla connessione emotiva. Lo psicologo potrà insegnare al paziente tecniche di rilassamento e di gestione dell’ansia, ma anche assegnargli compiti da svolgere a casa nell’attesa dell’incontro successivo (di norma, gli incontri sono settimanali e durano circa un’ora).

Ansia e stress: quando preoccuparsi e come intervenire

Col termine “ansia” si va ad identificare un insieme di reazioni cognitive, comportamentali e fisiologiche conseguenti la percezione di uno stimolo considerato minaccioso, di fronte al quale ci si sente incapaci di agire e di reagire.

Lo stress è invece una risposta psicologica e fisiologica dell’organismo nei confronti di compiti, difficoltà o eventi della vita ritenuti eccessivi o pericolosi. La persona che ne soffre sente una forte pressione mentale ed emotiva, che arriva a pregiudicare la sua vita.

Fondamentale è sapere che, essere in ansia e stressati, normale: sono condizioni fisiologiche dell’organismo in risposta ad eventi e stimolazioni esterne. Tuttavia, in alcuni casi queste condizioni diventano un problema. Quando? Quando diventano condizioni stabili, quando bloccano la persona impedendole di svolgere le sue normali attività.

Fondamentale è dunque prestare attenzione ai segnali che manda il corpo (tensione muscolare, stanchezza e affaticamento, pensieri ricorrenti e fastidiosi, ecc.), senza trascurarli o minimizzarli. In secondo lui, bisognerà prendersi del tempo per sé, per seguire le proprie passioni o per svolgere un’attività che fa stare bene: camminare, meditare, fare esercizi di rilassamento, incontrare amici o persone fidate, svolgere attività creative.

Intervenire e agire il prima possibile dà l’input al nostro corpo di potersi rilassare, e per tornare ad una normale baseline di attivazione. È esattamente questo che lo psicologo insegna a fare.