Ecografia mammaria e mammografia, differenze e quando sono consigliate

Con oltre 50.000 casi l’anno, Il tumore della mammella è il più diagnosticato tra le donne nel nostro Paese. Il carcinoma mammario è anche la prima causa di morte per tumore nella popolazione femminile, con un impatto in forte crescita in particolare dopo la menopausa.

La mammella femminile, del resto, è un organo che – nel corso della vita – subisce una continua evoluzione, che si conclude con il giungere della menopausa, fase in cui si verifica un aumento del tessuto adiposo e una conseguente diminuzione di quello ghiandolare. Con questa evoluzione, il seno assume una forma meno soda e compatta.

Oltre all’aumento delle diagnosi del tumore al seno, si registra anche un aumento delle guarigioni con conseguente abbassamento del tasso di mortalità.

Questo grazie all’attività preventiva, in grado di diagnosticare precocemente la malattia permettendo di trattarla nel modo più efficace possibile, limitando inoltre gli effetti collaterali delle terapie.

Per una individuazione preventiva del tumore è indispensabile un percorso di screening  eseguibile attraverso due esami strumentali ben precisi, la mammografia e l’ecografia mammaria. Questi due metodi diagnostici rappresentano oggi l’arma più efficace nella prevenzione dei tumori della mammella, permettendo di individuare la patologia sin dalle sue fasi iniziali. Pur restituendo entrambi un’immagine della mammella, questi due esami presentano delle  differenze tecniche che in alcuni casi li rendono complementari.

Ecografia mammaria

L’ecografia mammaria è un esame che si svolge attraverso l’utilizzo di ultrasuoni, e permette di valutare le condizioni della struttura adiposa e fibrosa del seno insieme a quelle dei cavi ascellari. Nello specifico, questo esame è in grado di identificare eventuali noduli mammari come i fibroadenomi, o alterazioni dei linfonodi ascellari.

L’ecografia mammaria può essere monolaterale se si esamina un solo seno, o bilaterale se l’esame riguarda entrambi i seni. È indicata nelle donne d’età inferiore ai 40 anni, nel caso in cui ci siano stati dei casi in famiglia di tumore al seno, o nel caso in cui il seno presenti una struttura ghiandolare particolarmente densa.

Nelle donne over 40, l’ecografia al seno viene eseguita a completamento della mammografia, dando così la possibilità al medico di avere una diagnosi più accurata e completa.

Mammografia

A differenza dell’ecografia mammaria, la mammografia è un’esame di tipo radiologico che permette di individuare micro calcificazioni o piccoli noduli. È spesso eseguito nelle donne in età superiore ai 40 anni, e viene indicata a prescindere dalla presenza di sintomi o familiarità. La cadenza di questo esame è a discrezione del medico, anche se nei soggetti con un seno particolarmente denso si consiglia di non superare l’anno. Le donne con un seno poco denso possono ripetere l’esame anche dopo 24 mesi, prestando comunque attenzione al manifestarsi di eventuali sintomi.

Si consiglia di eseguire la mammografia nella prima fase del ciclo mestruale, periodo in cui l’addensamento e la tensione della ghiandola mammaria sono minime.

Anche la mammografia, come l’ecografia mammaria, può essere monolaterale o bilaterale.