Sindrome del tunnel carpale: cause, sintomi e trattamenti
La sindrome del tunnel carpale, tra le neuropatie periferiche più comuni, può causare dolore, formicolio e intorpidimento alle dita e al pollice. Questo disturbo è provocato dalla compressione del nervo mediano all’interno del tunnel carpale, uno stretto passaggio situato nel polso, composto da tendini, legamenti e ossa. Sebbene in molti casi la causa specifica non sia nota, fattori come rigonfiamenti dei tessuti o la formazione di filamenti fibrosi possono contribuire a questa condizione.
Colpisce prevalentemente le donne tra i 40 e i 59 anni e può interessare una o entrambe le mani.
La diagnosi si basa sull’esame clinico e, quando necessario, su esami diagnostici come l’elettromiografia, l’ecografia o la risonanza magnetica. Fortunatamente, i sintomi possono essere alleviati con trattamenti conservativi, come antidolorifici, ortesi o iniezioni di corticosteroidi. Nei casi più gravi, però, si rende necessario ricorrere all’intervento chirurgico.
In questo articolo, con la collaborazione del dottore in Fisioterapia e Osteopata D.O. Gianni Venegoni, esploreremo nel dettaglio le cause, i sintomi e le opzioni terapeutiche per la sindrome del tunnel carpale, aiutandoti a comprenderne meglio le caratteristiche e i possibili approcci per affrontarla.
I fattori di rischio
Le donne incinte, le persone con tiroide ipoattiva e chi soffre di diabete, di alcune forme di amiloidosi e di artrite reumatoide, corrono un rischio maggiore di sviluppare la sindrome del tunnel carpale. Il rischio è più elevato anche nelle persone che eseguono movimenti ripetuti e forzati di estensione del polso come parte del loro lavoro, ad esempio per l’uso frequente di cacciaviti. Un altro fattore potenziale (ma controverso) è l’utilizzo di una tastiera del computer mal posizionata. Anche l’esposizione prolungata alle vibrazioni (emesse tipicamente da utensili elettrici) è considerata una delle cause della sindrome del tunnel carpale. Tuttavia, la maggior parte dei casi si sviluppa per ragioni sconosciute.
I sintomi del tunnel carpale
I sintomi più comuni della sindrome del tunnel carpale sono:
- alterazioni della sensibilità;
- intorpidimento;
- formicolio;
- dolore alle prime tre dita e alla metà del quarto dito della mano, sul lato del pollice.
A volte può essere colpita l’intera mano, oppure si possono avvertire dolore, bruciore o formicolio all’avambraccio.
Alcuni pazienti vengono svegliati di notte da un forte dolore, con intorpidimento e formicolio dovuti alla posizione della mano, tanto da stringere istintivamente la mano per cercare di sentirsi di nuovo “normali”.
Con il passare del tempo e a causa del disuso, i muscoli della mano sul lato del pollice possono indebolirsi e atrofizzarsi.
Il trattamento conservativo della sindrome del tunnel carpale
Nei casi meno gravi, la sindrome del tunnel carpale viene trattata con una terapia conservativa che comprende:
- una corretta igiene posturale della mano: la persona deve evitare posizioni in cui il polso è eccessivamente esteso o che comprimono il nervo mediano, eventualmente regolando l’angolazione della tastiera del computer;
- l’uso di un tutore per il polso, da indossare soprattutto durante la notte per evitare che il polso assuma posizioni che causano dolore, intorpidimento e formicolio;
- l’applicazione di ghiaccio sul polso, 4-5 volte al giorno per almeno 15-20 minuti consecutivi;
- fisioterapia: esercizi di stretching e mobilità del polso permettono di alleviare la tensione a carico dei tendini che transitano dal tunnel carpale e, al contempo, di decomprimere il nervo mediano;
- l’assunzione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), che consentono di alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione;
- l’iniezione locale di farmaci corticosteroidi, soprattutto quando i sintomi sono fastidiosi e invalidanti (da utilizzare solo in caso di inefficacia degli altri trattamenti, per gli effetti collaterali che questi comportano).
Il trattamento chirurgico
I casi più gravi di sindrome del tunnel carpale vengono trattati chirurgicamente, con un intervento a cielo aperto o un intervento endoscopico.
Nell’intervento chirurgico a cielo aperto si esegue un’incisione più grande e il tempo di recupero è generalmente più lungo. Nell’intervento endoscopico si eseguono incisioni più piccole: viene inserita una piccola telecamera che offre assistenza al chirurgo durante l’incisione all’interno dell’articolazione e del legamento. In entrambi i casi il legamento intorno al tunnel carpale viene reciso, con conseguente diminuzione della pressione sul nervo mediano. Il legamento viene poi ricomposto, ma il nervo mediano avrà ora più spazio per passare, con sollievo permanente dalla compressione.