Asportazione delle neoformazioni cutanee:
rapporti collaborativi tra dermatologo e chirurgo
Nella maggior parte dei casi, il chirurgo generale si occupa dell’asportazione di neoformazioni cutanee di varia natura. L’indicazione all’intervento arriva in genere a seguito di una visita dermatologica, durante la quale vengono individuate lesioni comparse di recente oppure presenti da tempo, ma che hanno mostrato cambiamenti sospetti nel colore, nella forma o nella dimensione.
Spesso, l’iter diagnostico include anche un esame chiamato dermatoscopia, che consente di osservare la neoformazione con una lente illuminata in grado di evidenziare dettagli invisibili a occhio nudo, come la disposizione dei vasi sanguigni. In base ai risultati, il dermatologo può richiedere l’intervento del chirurgo generale, il quale valuterà la tipologia di intervento (sterile, semisterile o non sterile), la sua durata e soprattutto l’invio del campione per l’esame istologico, fondamentale per escludere o confermare la presenza di cellule tumorali.
Prima dell’intervento, è importante raccogliere informazioni sullo stato di salute del paziente, in particolare su eventuali terapie farmacologiche in corso (come anticoagulanti o antiaggreganti) e su possibili allergie agli anestetici locali.
In altri casi, è il paziente stesso a rivolgersi direttamente al chirurgo per rimuovere una lesione cutanea. Se questa presenta caratteristiche dubbie o atipiche, il chirurgo procederà a richiedere un parere dermatologico per escludere malattie infiammatorie o sistemiche. Un esempio è la psoriasi, che può manifestarsi anche in sedi insolite come l’ombelico, dando origine a infiammazioni come l’onfalite.
Nei casi più complessi, come quelli oncologici, è fondamentale una collaborazione multidisciplinare. Anche dopo un’asportazione radicale, è importante valutare la possibile presenza di metastasi attraverso indagini strumentali come radiografie toraciche ed ecografie delle stazioni linfonodali (inguinali, ascellari, laterocervicali). Una volta completate le indagini, il paziente viene inserito in un programma di controlli periodici, solitamente ogni sei o dodici mesi, per monitorare l’eventuale insorgenza di recidive.
Questo approccio integrato rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la diagnosi precoce e la prevenzione di forme tumorali cutanee in continua crescita, come il basalioma.
Presso il nostro Centro, sono attivi l’ambulatorio di Dermatologia e Venereologia a cura del dott. Provasi e del dott. Sala e l’ambulatorio di Chirurgia Generale a cura dei dott. Clerici ed Evalli.