Malattia coronarica:

facciamo chiarezza

La malattia coronarica (MC) è una delle principali cause di morte nel mondo occidentale.

Questa patologia si verifica quando le arterie coronarie, che forniscono sangue al cuore, si restringono o si ostruiscono a causa dell’accumulo di placche di grasso e altre sostanze.

Questo processo, noto come aterosclerosi, può portare a sintomi gravi e complicazioni pericolose come l’infarto miocardico.

Cause e fattori di rischio

La malattia coronarica è il risultato di un processo complesso che coinvolge diversi fattori di rischio.

Alcuni dei principali includono:

  • ipertensione: la pressione arteriosa elevata può danneggiare le pareti delle arterie;
  • colesterolo alto: livelli elevati di colesterolo LDL favoriscono la formazione di placche;
  • fumo: le sostanze chimiche presenti nelle sigarette danneggiano i vasi sanguigni;
  • diabete: gli alti livelli di zucchero nel sangue possono compromettere la salute delle arterie;
  • obesità e sedentarietà: uno stile di vita poco attivo aumenta il rischio di malattie cardiache;
  • familiarità: una storia familiare di malattie cardiache può aumentare la predisposizione.

I sintomi

La malattia coronarica può manifestarsi in modi diversi, ma i sintomi più comuni includono:

  • dolore al petto: una sensazione di oppressione o bruciore, spesso scatenata dallo sforzo;
  • fiato corto: difficoltà respiratorie anche a riposo o con sforzi minimi;
  • affaticamento: stanchezza eccessiva senza una causa apparente;
  • palpitazioni: battito cardiaco irregolare o accelerato.

Se la malattia peggiora, può portare a un attacco di cuore, caratterizzato da dolore toracico intenso, sudorazione, nausea e perdita di coscienza.

In caso di dolore al petto, è fondamentale chiedere un aiuto tempestivo. Esso può infatti essere provocato da angina pectoris o infarto miocardico, dalla pericardite, da un’embolia polmonare o una pleurite, e dalla dissezione aortica (oltre che da malattia da reflusso gastro-esofageo,  patologie neuro-muscolari o scheletriche e disturbi psichici).

La sindrome coronarica acuta

Col termine “sindrome coronarica acuta” si intende una serie di sindromi cliniche che hanno in comune un ridotto o assente afflusso di sangue (e dunque di ossigeno) al muscolo cardiaco.

A causarla è la formazione progressiva di placche di grasso nelle arterie coronariche (aterosclerosi).

Tra i fattori di rischio troviamo:

  • ipertensione arteriosa
  • ipercolesterolemia (aumento del colesterolo nel sangue)
  • fumo di tabacco
  • diabete mellito
  • familiarità
  • sesso maschile (gli uomini sono maggiormente colpiti)
  • età (il rischio aumenta con l’età)
  • sedentarietà

In base al tipo di occlusione che conduce alla sindrome coronarica acuta, si distinguono due condizioni: angina pectoris e infarto del miocardio acuto.

L’angina pectoris

L’angina pectoris è una patologia cardiaca, la sofferenza di una parte di muscolo cardiaco che conserva la sua funzione contrattile, causata dall’occlusione parziale dell’arteria coronaria. In base alla stabilità dell’occlusione parziale si distingue tra angina stabile e angina instabile acuta, quando l’occlusione parziale è causata da un trombo.

Il dolore dell’angina pectoris non dura mai più 20 – 30 minuti e tende a regredire con la somministrazione di nitroglicerina sublinguale.

L’infarto del miocardio

L’infarto del miocardio è la morte di una parte di muscolo cardiaco che perde così la sua funzione contrattile, a seguito di un’occlusione completa dell’arteria coronaria.

Il suo sintomo tipico è un dolore toracico retrosternale compressivo e opprimente, che può irradiarsi alla spalla sinistra, alle braccia, al collo, la mandibola, il dorso e lo stomaco. Oltre al dolore campaiono tipicamente pallore e sudore, senso di angoscia e morte imminente, dispnea (difficoltà a respirare accentuata dalla posizione supina), debolezza, alterazione dei parametri vitali, nausea e vomito.

Presso il nostro centro, è disponibile un ambulatorio di cardiologia a cura del dott. Gian Marco Vitali.