Malattia da reflusso gastroesofageo, che cos’è e come si cura
La MRGE (Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo) è una situazione patologica in costante aumento. O, perlomeno, è in costante aumento la sua osservazione. Il motivo? I pazienti sono oggi più attenti nel rilievo della sintomatologia e quindi più portati a rivolgersi al loro medico curante oppure ad uno specialista gastroenterologo o, ancora, ad un chirurgo generale o ad uno specialista in medicina interna. Del medico, il paziente può arrivare senza aver eseguito alcuna indagine strumentale, oppure dopo essersi già sottoposto ad una esofagogastroduodenoscopia.
Cos’è la Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo
L’indagine endoscopica può evidenziare una esofagite, e cioè un’infiammazione della mucosa dell’esofago, ma può anche non mostrare alcuna lesione: tutto dipende dalla durata e dall’entità del reflusso gastro-esofageo, in chi soffre di MRGE.
Ma cos’è, di preciso, il reflusso gastro-esofageo? Normalmente il cibo e i liquidi ingeriti, insieme all’acido cloridrico prodotto dallo stomaco, defluiscono regolarmente nel duodeno. In alcune situazioni, tuttavia, ciò non avviene regolarmente.
Frequentemente durante la notte o durante il giorno, se si assumono alcune posture, una parte dell’acido contenuto nel lume gastrico non defluisce nel duodeno, ma tende a tornare nell’esofago facendo un percorso letteralmente inverso a quello fisiologico. A questo punto il paziente può avvertire una sensazione di fastidio o dolore “bruciante” dietro lo sterno o addirittura nel cavo orale. Se il fenomeno avviene di notte è possibile che il paziente non si accorga di nulla se l’entità del reflusso è modesta, mentre potrebbe risvegliarsi con una sgradevolissima sensazione di bruciore alla gola e al cavo orale nel caso in cui il reflusso fosse abbondante (nel caso in cui il paziente non si accorgesse di nulla potrebbe svegliarsi al mattino con precoce comparsa di tosse stizzosa e raucedine).
I sintomi e le cause
La sintomatologia può essere di entità molto variabile da soggetto a soggetto.
Generalmente le prime manifestazioni vengono sottovalutate ma, se il fenomeno si ripresenta con frequenza e costanza. il paziente giunge all’osservazione.
Molti sono i fattori cosiddetti “reflussogeni” cioè che provocano il reflusso. I più comuni sono:
- coricarsi a breve distanza di tempo dal termine della cena;
- abbondare con cibi troppo fluidi;
- assumere cacao, cioccolata, menta, cibi fritti, superalcolici;
- masticare chewing-gum.
Se molti sono i fattori “reflussogeni” molti sono anche i provvedimenti da adottare, sia di tipo comportamentale,sia di tipo farmacologico e dietetico, per evitare l’insorgere del reflusso.
Il consiglio più importante è non sottostimare i sintomi, ma rivolgersi al proprio medico curante che valuterà la situazione, prenderà i provvedimenti più urgenti ed indirizzerà poi il paziente alle indagini più indicate.